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La storia della saga di Call of Duty: quella sporca ultima guerra!

Il primo capitolo di questo splendido gioco è uscito nel 2003, ottenendo come detto un'accoglienza strepitosa

Nel corso degli ultimi anni sono usciti diversi giochi che hanno cercato di imitarlo, ma nessuno è riuscito a raggiungere il successo di pubblico e di critica raggiunto dal videogame “Call Of Duty”. Il primo capitolo di questo splendido gioco è uscito nel 2003, ottenendo come detto un’accoglienza strepitosa e ricevendo svariati premi e riconoscimenti. In seguito, la casa produttrice ha lanciato ulteriori episodi, fino a far diventare il gioco una vera e propria saga, composta complessivamente da circa 15 titoli principali, senza contare i cosiddetti Spin-off.

CoD, come è anche denominato tale videogioco, non è altro che un tradizionale sparatutto in prima persona (in Inglese, First-person shooter o FPS), ambientato in scenari di guerra. Nei primi episodi infatti si è coinvolti nel secondo conflitto mondiale, mentre in quelli successivi ci si avvicina ai nostri giorni (o addirittura si svolgono nel futuro) e gli ambienti tendono a cambiare, tuttavia pur rimanendo sempre all’interno di scenari bellici. Scopriamo qualcosa di più comunque sui diversi capitoli in cui è suddivisa questa affascinante saga.

Giocare in prima persona permette al videogiocatore di immergersi completamente negli ambienti del videogioco scelto, sia che si tratti di ambienti interni o esterni, finendo per sentirsi coinvolto dopo pochi minuti, il tutto grazie alla visuale scelta. Giocando ad un FPS, infatti, non vedrete mai il viso del vostro personaggio, le sue espressioni, i suoi vestiti, ma come nel caso di Call of Duty solo le sue mani e l’arma, il resto della visuale è occupata dagli eventuali compagni di squadra, dall’ambiente e dalla vita rimasta al vostro personaggio, la mappa e simili.

Il successo di Call of Duty sembra derivare dalla necessità dell’uomo di immedesimarsi nella risoluzione di qualcosa di grande come un conflitto bellico, permettendogli di comprendere meglio situazioni che altri hanno vissuto davvero.

Inoltre si tratta di videogame in grado di portare sotto gli occhi di tutti grandi battaglie come le guerre mondiali o la Guerra Fredda permettendo di conoscere anche in minima parte la storia che ci accomuna senza mettere da parte l’intrattenimento.

Il videogioco che ha condizionato gli FPS e ha permesso la loro diffusione ed il loro successo è Doom (1993) che rappresenta un ampio passo avanti per la storia degli sparatutto, le mappe erano infatti realizzate in un vero e proprio spazio 3D, facendo salire notevolmente la qualità di questa tipologia di videogiochi.

Ma è l’arrivo di Call of Duty 4: Modern Warfare a fare il grande passo, esso viene infatti considerato un capolavoro tanto dalla critica quanto dal pubblico introducendo un nuovo concetto di conflitto bellico ed un futuro prossimo dominato dalla paura di una guerra nucleare, qualcosa di non troppo lontano dall’attuale realtà delle cose.

Non si tratta ovviamente di una serie senza bassi, ma il suo successo riuscì a condizionare il mercato mondiale dei videogiochi in prima persona che da quel momento in poi vennero sempre paragonati, anche inconsciamente, a questo incredibile prodotto. Nonostante la cadenza annuale della serie di Call of Duty, la trama migliore, probabilmente, rimane quella sviluppata nel primo capitolo di Black Ops, soprattutto per il colpo di scena finale.

Call of Duty, il successo ha inizio

Nel primo capitolo della serie, il giocatore deve impersonare tre differenti soldati: un paracadutista americano, un elemento di un commando britannico ed un soldato russo, nelle rispettive campagne contro i nazisti. In questi tre scenari, egli si ritroverà a combattere in celebri battaglie in territorio europeo.

Il secondo e terzo capitolo della serie

In questi episodi, la trama è pressoché simile al precedente, a variare sono gli scenari bellici. Infatti, il giocatore impersona soldati alleati di diversa nazionalità, ma che combattono in Africa, Europa e nella Stalingrado sovietica (in CoD 2), mentre lo scenario è interamente la battaglia di Normandia nel 3° capitolo.

La saga continua con gli episodi World at War

Queste ulteriori puntate della saga, due complessive, continuano l’ambientazione della seconda guerra mondiale, tuttavia si svolgono nel Pacifico e in Europa (nel primo capitolo), mentre nel secondo soltanto nel continente europeo.

Treyarch, sviluppatore degli episodi, ha avuto inoltre l’intuizione di inserire una modalità extra alle classiche: la modalità Zombie che, da semplice modalità di sopravvivenza, con l’uscita di Black Ops I e II diventa una vera e propria storia che può essere esplorata attraverso indizi e messaggi radio relativi allo studio dell’Elemento 115, anche la modalità in questione è ambientata nella Seconda Guerra mondiale.

Call of Duty, Modern Warfare

Nei tre episodi, denominati Modern Warfare, l’ambientazione di gioco cambia e si fa più moderna. Nel primo episodio, il giocatore impersona un marine americano e un soldato della Sas britannica, impegnati contro una coalizione nemica, composta da estremisti islamici e ribelli nazionalisti russi.

Il secondo episodio ricalca il primo, con i giocatori-protagonisti che devono fronteggiare sempre dei russi, sullo sfondo tuttavia di una possibile terza guerra mondiale e di un’America invasa dai loro nemici storici di Mosca.

Infine, nel terzo capitolo, viene posto termine al conflitto Usa-Russia da un lato e alla guerra civile russa dall’altro, che nel frattempo era scoppiata tra lealisti e ultranazionalisti. Il tutto grazie all’intervento e alle battaglie combattute da una task force di soldati.

La saga continua con Black Ops

Suggestiva saga nella saga di COD avviata nel 2010, composta da quattro capitoli complessivi, in cui il giocatore deve impersonare un soldato scelto, impegnato in operazioni segretissime durante il periodo della guerra fredda. Nel primo episodio, si passa dal complotto contro Kennedy alla guerra del Vietnam.

Il secondo episodio, invece, vede le azioni segrete del protagonista in due periodi storici differenti: la metà degli anni ’80 ed il 2025 e quindi con ambienti ed equipaggiamenti futuristici. La terza puntata di questa variante particolare invece è totalmente ambientata nel futuro, cioè nel 2065, in cui il giocatore-protagonista è coinvolto in operazioni segrete e rischiose contro un’organizzazione criminale.

Il quarto capitolo di Black Ops è uscito il 12 ottobre del 2018 e non prevede la campagna single player. In linea con i giochi del momento, Call Of Duty Black Ops IV presenterà la modalità Multiplayer (vera fortuna del gioco negli ultimi anni) e la famigerata e famosissima modalità “battle royale”. Il capitolo, nonostante le lamentele prima del lancio, ha riscosso un ottimo successo, senza però intaccare troppo la leadership di giochi come PUBG o Fortine, in questa modalità.

Gli altri episodi futuristici della serie

Esistono ulteriori puntate della saga che hanno avuto una storia a sé. Una si intitola “Ghosts“, ambientato nel 2027, in cui il protagonista fa parte di un gruppo militare segreto, che deve sconfiggere degli invasori sudamericani degli Usa.

Un altro capitolo del gioco, chiamato Advanced Warfare, vede il protagonista di turno nel 2054 e che si ritrova, tra complotti, battaglie e fughe, a fronteggiare un gruppo militare potente ed avanzato, denominato Atlas.

Nell’altro episodio, conosciuto come Infinite Warfare, ci si ritrova in un lontano futuro, dove il sistema solare è stato colonizzato dagli esseri umani. In questo scenario avviene un’insurrezione da parte di alcuni ribelli, fronteggiati dai membri di un esercito terrestre. I protagonisti, facenti parte di quest’ultimo, lotteranno per annientare tali ribelli.

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