Giocare ci piace, ci piace tanto, ovviamente non saremmo qui a parlarne con voi. Ma sapete cos’altro ci piace? L’attesa! Sul serio, il tempo che va dal lancio del gioco all’uscita sugli scaffali è un tempo magico, dove tutto è ancora possibile e speriamo che ogni giorno venga comunicato qualcosa che ci dia elementi su cui speculare.

Volete una parola che riassuma il concetto? Eccovela: hype! Ci piace questa esaltazione, spesso immotivata, ci piace contare i giorni che ci separano dalla data di uscita: secondo noi contribuisce a rendere indimenticabile l’esperienza che culmina nel momento in cui estraiamo il gioco per la prima volta dalla custodia (o nel momento in cui clicchiamo su Download).

E se l’hype già è a mille in generale, sfora la barriera di guardia quando si parla di nuove proprietà intellettuali. Ecco a voi, quindi, i migliori giochi che occuperanno i nostri pensieri da qui all’inizio del 2019. Vai con il listone!

Death stranding

Death Stranding è stato presentato all’E3 del 2016 vincendo il premio come Miglior Trailer della manifestazione. Fin qui nulla di strano, se non fosse per il fatto che il gioco praticamente ancora non esisteva, almeno non in maniera convenzionale: il motore di gioco era stato scelto non più di un paio di mesi prima dell’E3. Cosa vogliamo dire con questo? Niente, se non dare testimonianza di quanto credito abbiamo nei confronti di Kojima. Quindi se lui ci dice che ha in testa un gioco che sarà rivoluzionario e che ci lascerà a bocca aperta, noi cominciamo a mettere i soldi da parte senza fare ulteriori domande. Se vi può consolare, siamo in buona compagnia, visto che il geniale designer giapponese si è fatto un sacco di amicizie ad Hollywood che si sono fatte convincere a partecipare al progetto: Guillermo del Toro (conosciuto ai tempi in cui hanno provato a fare un reboot di Silent Hill), Norman Reedus (star di The Walking Dead) e Mads Mikkelsen (un Hannibal Lecter in grado di non sfigurare con quello di Hopkins) sono le facce dietro al motion capture dei protagonisti del gioco.
Al momento è ancora tutto molto simbolico… inquietante, anche, ma soprattutto tanto simbolico: in giro, infatti, è tutto un fiorire di interpretazioni e speculazioni, una roba che non si vedeva dai tempi di Lost.
Le uniche cose che sappiamo per certo fino ad ora?

  • il gioco andrà a scavare a fondo i concetti di vita e morte
  • bisogna stare zitti perché altrimenti si fa una brutta fine
  • c’è un feto
  • anche la controparte digitale di Mads Mikkelsen si mangia in un sol boccone la scena
  • Il gioco è disponibile solo per la piattaforma PS4

Per ultimo: il tempo che ci separa dall'uscita del gioco, considerato fra i più belli a genere fantascienza, non scorrerà mai abbastanza veloce

Detroit Become Human

Quantic Dream sa come giocare con i nostri sentimenti, ho ancora i brividi ripensando al trailer di Detroit Become Human. Un’altra cosa che sa fare molto bene Quantic Dream? Farci vivere storie non banali, dove dobbiamo scavare a fondo nel nostro sistema di valori per fare le scelte necessarie per portare avanti il gioco. C’è un piccolo prezzo da pagare, ovviamente, ed è che spesso sono stati criticati perché i loro progetti sono più spostati sulla parola "Video" che su quella "Gioco". A noi, però, frega poco perché anche se non ci sono combo mortali da concatenare o RPG da utilizzare contro mostri grossi, le esperienze (come ad esempio Heavy Rain) che ci hanno fatto vivere i ragazzi di David Cage ci hanno sempre fatto emozionare parecchio. Anche in questo caso, sembra che saranno presenti tutte le caratteristiche che hanno reso famosi i Quantic Dream: in questa avventura in terza persona ci alterneremo nel controllare vari androidi (con obiettivi e modi di vedere il mondo totalmente differenti), in una narrazione non lineare (avremo la possibilità di riavvolgere il tempo) e dove il concetto di morte non è un qualcosa che porta al game over ma rappresenta solo uno snodo della storia. Scusate se siamo un po’ vaghi, ma non vogliamo assolutamente fare degli spoiler perché questo gioco merita di essere giocato, anzi vissuto, senza nessun tipo di condizionamento esterno.

Il videogioco è inizialmente disponibile solo per la piattaforma Ps4.

Vampyr

Secondo gioco sui vampiri in lista, ma stavolta il loro compito è più arduo. Non so quanto possa essere stata una buona idea, ma gli sviluppatori hanno deciso di puntare sulla tragedia e investire Vampyr del ruolo di ultimo baluardo dei giochi single player story driven. Lo sappiamo tutti che il modello che ha più appeal per le case di produzione al momento sembra essere quello dei multiplayer competitivi, dove a fronte di pochi investimenti si possono ottenere ingenti guadagni (come negli interessantissimi casi di Player’s Unknown Battlegroud e Fortnite), ma caricare tutta questa responsabilità su un solo gioco rischia di essere un boomerang. Comunque… anche qui, noi siamo ottimisti (e grazie, visto che il gioco è nel listone) perché, oltre alle bellissime atmosfere e alla Londra di inizio ‘900, non vediamo l’ora di immedesimarsi nei dubbi di un altro personaggio diviso tra due mondi: Jonathan Reid, infatti, è un dottore che viene trasformato in vampiro e dovrà lottare tutte le notti per capire se mantenere il suo impegno di salvare vite o lasciarsi andare alla sua sete di sangue. Voi come vi comportereste?

Tra le sue principali caratteristiche troviamo che è giocabile oltre che su PS4 anche per Xbox One e PC.

Ghost of Tsushima

Visto che prima ci siamo dimenticati di inserire il giappone feudale tra le ambientazioni più fighe dei pirati, rimediamo subito. Ghost of Tsushima è la nuova fatica dei ragazzi di Sucker Punch che, dopo i superpoteri di Infamous, cambiano completamente setting: siamo alla fine del 1200, i mongoli invadono il giappone ma fanno incavolare il samurai sbagliato, portandogli via la famiglia e riducendolo in fin di vita. Lo sappiamo che detto così non sembra essere il massimo dell’originalità, visto che, se avessi tenuto neutri il tempo e il luogo questa trama avrebbe potuto aderire anche a God of War, ma poniamo il massimo delle nostre speranze negli sviluppatori perché ci hanno già regalato grosse soddisfazioni.
Anche qui, però, un piccolo interrogativo: sarà veramente funzionale la scelta di utilizzare una struttura open world o rischia di andare a penalizzare la drammaticità della vicenda? Non appena lo scopriremo, ve lo faremo sapere...

Il videogioco è stato ideato dalla Sony e sviluppato dalla Sucker Punch Production ed è disponibile per PS4.

 Sea Of Thieves

  

Cosa c’è di più figo dei pirati? A parte i vichinghi, intendo… e gli antichi romani… e tutta la roba fantascientifica, ovviamente… vabbè, forse non sarà l’ambientazione dei nostri sogni, ma a maggior ragione potete crederci quando diciamo che confidiamo parecchio in questo gioco. Perché? Bhè, perché il pensiero di poter prendere i nostri amici e allestire una ciurma per fare le scorribande per i Sette Mari ci alletta parecchio. Hype a mille, quindi, ma non senza qualche ombra all’orizzonte: quello che abbiamo visto, ci fa presumere che questo non sarà un gioco, ma un mondo in cui saremo liberi di muoverci per andare a cercare i tesori lasciati in giro dai nostri predecessori, decidendo di cooperare con gli altri giocatori e di lanciarci all'arrembaggio per rubare i loro. Sapete quale altro gioco partiva da queste premesse? No man’s Sky e affermare che non sia andata a finire bene sarebbe riduttivo, anche se siamo sempre stati sostenitori di questo gioco. Sea of Thieves parte sicuramente da premesse più dinamiche, ma rimane il fatto che il supporto degli sviluppatori deve essere continuo, per evitare che la community si stanchi presto e abbandoni i mari dopo pochi mesi.

Sea of Thieves si caratterizza per essere disponibile solo Xbox One e Microsoft Windows.

Marvel’s Spiderman

Ok, lo so, abbiamo già avuto una serie di capolavori su un supereroe che si “dondola” tra i grattacieli (la serie Batman Arkham di Rocksteady), ma non ci possiamo fare nulla: i nostri sensi da ragno hanno cominciato a pizzicare non appena è stato annunciato il gioco. Da quel poco che ci hanno mostrato, le due serie possono sembrare molto simili per l’impostazione e il gameplay, ma potrebbe essere una considerazione superficiale: i ragazzi di Insomniac, infatti, hanno fatto bene i compiti a casa e hanno studiato a fondo i poteri dell’Arrampicamuri, in modo da darci il massimo della libertà di impostare l’azione (e di fare anche i fighi). Per essere sinceri fino in fondo, anche se fosse uguale a Batman, noi non saremmo contrari a prescindere, perché le vere differenze le daranno i personaggi: tanto è ombroso e serio, Batman, tanto è “colorato” e dalla battuta pronta Spider-Man. Siamo convinti che sarà uno spasso impersonare l’Amichevole Uomo Ragno di Quartiere!

 

A Way out

Probabilmente lo avrete già notato, ma fughiamo ogni dubbio: ci piacciono i giochi in cui il coop è fatto a regola d’arte e non un elemento posticcio, appiccicato con lo scotch. Alla fine abbiamo sempre giocato così, con un amico al nostro fianco per condividere gioie e dolori, e questo A Way Out promette di tornare a farcele vivere. Sarà impossibile giocare questo action in terza persona senza condividere l’esperienza con un amico, dovremmo sincronizzarci al secondo per coordinare le nostre azioni… sì, ok, ma per fare cosa? Bhe, fondamentalmente per evadere di prigione. Leo e Vincent, infatti, sono ospiti dello Stato a causa dei loro crimini e prima si odiano, poi si amano e poi si apprezzano e si organizzano per tornare a vedere la luce del sole senza il filtro delle sbarre.
Da quando lo abbiamo visto per la prima volta non siamo riusciti a smettere di pensare a Michael Scofield e Lincoln Burrows, i fratelli protagonisti di Prison Break!.

Questo gioco viene edito dall'Electronic Arts è disponibile su PS4, Xbox One e  PC.

 

Code Vein

Dark Souls ha dato vita ad un genere a sé stante, i cosiddetti soulslike, prendendo le atmosfere dei giochi di ruolo action occidentali e fondendoli con le logiche giapponesi portate dagli sviluppatori di From Software; Code Vein fa’ un doppio salto mortale carpiato all’indietro e riprende le dinamiche di Dark Souls e impacchettandole con un’estetica tipica degli Anime. Se ne sentiva il bisogno? Molto probabilmente no, ma a noi piace credere nelle cose e, visto che i Souls ci hanno fatto innamorare, siamo più che felici che ci sia un nuovo gioco pronto a sfidarci e a spronarci all’esplorazione. Nel cercare la proprio via al genere, i vampiri di Code Vein cercano di mischiare un po’ le carte, cambiando un minimo la formula: la prima grossa differenza è che non saremo mai soli, ma avremo sempre un compagno pronto a darci supporto e a curarci quando i boss ci avranno affettato in due. Che questa sia una cosa buona è tutto da dimostrare, bisognerà vedere se l’Intelligenza artificiale sarà veramente intelligente e se avere sempre qualcuno in mezzo ai piedi non possa rappresentare un ostacolo.

 

Anthem

Ci sono almeno tre premesse che ci fanno stare in pensiero:

  • il probabile posticipo al 2019, raramente è un buon segno
  • la non fortunata esperienza con Mass Effect: Andromeda, dovuta non alla qualità del gioco ma alla capacità di leggere il mercato e soddisfarlo
  • uno degli sceneggiatori ha abbandonato Bioware perché aveva judo

Spero di aver chiarito perché un po’ di ansia è salita; ma allora perché Anthem è in questo listone? Perché Esoscheletri! Voi non potete vederlo, ma l’ho detto tutto in Caps Lock! Sul serio… Potrei fare tutta la presentazione dicendo soltanto la parola ESOSCHELETRI! No, fermi, non uscite dal video, aspettate, stavo scherzando, A farci essere fiduciosi c’è anche il fatto che la formula del gioco multigiocatore cooperativo (alla Destiny, per capirci) ci piace, che l’ambientazione che fonde alta tecnologia con paesaggi tornati primordiali è affascinante (chi ha detto Star Wars?) e che comunque ESOSCHELETRI. Per chiudere, una preghiera, cari amici di Bioware: prendete tutti gli asset che avete utilizzato per Anthem e fate un signor gioco su Iron Man!

Days gone

 Chiudiamo la lista e la nostra top ten con un videogioco che, probabilmente, vedremo solo ad inizio 2019. C’è qualcuno tra di voi che era preoccupato perché non è uscito un gioco con gli zombie negli ultimi otto minuti? No? Nessuno? Sicuri? Ok, senza fare troppo gli spiritosi, come abbiamo avuto modo di dire parlando di State of Decay 2, la corda sta cominciando a spezzarsi ma, al momento, ancora regge, grazie al fatto che ci sono ancora sviluppatori che riesco a trovare delle formule più o meno interessanti. E cos’è che rende interessante Days Gone? Così su due piedi diremmo un comparto tecnico di tutto rispetto. Vedere questo sciame composto da decine e decine di zombie dopati dalla cura Zach Snyder, il regista che nel remake dell’Alba dei morti viventi ha introdotto i non morti velocisti, fa veramente impressione e il pensiero che dovremo sfruttare al massimo l’ambiente circostante per non soccombere è un elemento assolutamente stimolante.
Come al solito non saranno soltanto gli zombie a volerci fare fuori, ma anche l’ambiente e gli altri uomini; il nostro cacciatore di taglie si dovrà guardare sempre le spalle e imparare a trarre vantaggio da ogni singolo elemento, anche dai non morti stessi che, con azioni ben progettate, possono essere usati contro gli altri umani.

Days Gone rientra nella lunga serie di videogiochi che fanno parte del mondo Sony ed è giocabile solamente su Playstation 4.

 

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